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Il curriculum 3 – Le competenze trasversali (soft Skill)

Si parla molto delle soft skill, di alcuni aspetti della personalità, che vengono sempre più considerati nella valutazione delle candidature. E’ corretto pertanto far presente nel curriculum le soft skill più importanti che si ritiene di possedere. Ma menzionare le proprie caratteristiche “Elevata capacità di problem solving”, “Indiscussa leadership” “ Grande flessibilità” e così via, come mi capita spesso di leggere nei curriculum è perfettamente inutile. E’ invece indispensabile motivare, sinteticamente e agganciandosi a fatti concreti, ogni soft skill che si possiede. Ad esempio: l’operare contemporaneamente su mercati con culture profondamente diverse (India, Svezia …………..), ha notevolmente sviluppato la mia flessibilità e capacità di adattamento; grazie alle mie doti di leadership sono riuscito a coordinare con successo gruppi di lavoro interfunzionali (produzione, It, finanza…..)… e così via.
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Rispondiamo ad un annuncio – La lettera di accompagnamento


La lettera di accompagnamento al Curriculum dovrebbe spingere il lettore a…. saperne di più: leggere con attenzione il Curriculum allegato. Spiegare perché ho risposto a quell’annuncio, quali sono i vantaggi per l’azienda che la mia candidatura porta. Per esempio: "come direttore vendite nell’azienda attuale ho costruita da zero la rete di vendita della nuova divisione xxxx, … che attualmente dirigo (3 capi area e 25 agenti) in meno di un anno."(Posto, ovviamente, la ricerca riguardi un direttore vendite per la costruzione di una nuova rete). "Inoltre ho una conoscenza specifica del vostro settore fatta come capo nord della xxxx (vantaggio aggiuntivo). Tutti i dettagli nel Curriculum allegato." Evitare di proporre come lettera di accompagnamento….. un riassunto del Curriculum.
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Colloquio 3 – E se fossero domande comportamentali?

Può accadere che nel corso di un colloquio vi vengano fatte domande del tipo “Si ricorda quando?…” Recentemente le è capitato di…? e simili. Fate attenzione. Si tratta di domande comportamentali, miranti cioè a valutare una competenza trasversale (soft skill, un aspetto della vostra personalità), tramite il comportamento da voi seguito nella circostanza menzionata. Nulla di illecito o di male, ma è opportuno sapere come regolarsi. Per prima cosa evitare risposte generiche . Potete invece avvalervi del metodo STAR, acronimo di Situation, Task, Action, Result. Descrivete perciò la situazione che avete dovuto affrontare, il compito che comportava, l’azione che avete intrapreso ed i risultati ottenuti.
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Colloquio 2 – Il recruiter incompetente – Un aiuto da Machiavelli

Spesso su Linkedin si trovano lamentele di candidati qualificati che hanno incontrato un recruiter palesemente incompetente. Che fare? Machiavelli (Il principe) dice “Io non dico quello che penso e non penso quello che dico”. In effetti in questa situazione l’ultima cosa da fare è dire al recruiter quello che si pensa. Meglio seguire la seconda parte della citazione. Dire cose che non si pensano, ma che possono risultare positive per l’intervistatore. Nei limiti del possibile usare il suo linguaggio, ovviamente arricchendo le frasi con i contenuti che ci interessano. Rispondere alle domande, anche se banali e inutili, dando le risposte che il nostro si aspetta. Se facciamo riferimento ad un annuncio usare il linguaggio dell’annuncio, naturalmente volgendolo a nostro vantaggio e così via. In questo modo spesso forziamo il nostro pensiero (non pensiamo proprio tutto di quello che diciamo) ma è la via per proseguire nella selezione, sperando che il prossimo interlocutore sia diverso livello.
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Curriculum 2 – In inglese è sempre vincente?

Mi capita a volte di ricevere, per una valutazione preliminare, curriculum in inglese. Presumo che lo stesso documento sia usato per le domande spontanee inviate a aziende e a head hunter. E’ sempre vincente?, Dà sempre un vantaggio? L’inglese va impiegato solo se richiesto dal destinatario: rispondiamo ad un annuncio scritto in inglese, ci registriamo sul sito di un’azienda o di una società di selezione che lo richiede, ci rivolgiamo ad un manager non italiano e simili. In altri casi diventa controproducente. E’ difficile inserire il curriculum in inglese in un data base italiano, avere riscontri positivi da algoritmi (ATS) impostati per gestire curriculum in italiano, un recruiter può avere difficoltà a cogliere i dettagli.
Infine…. Tenete ben presente che il curriculum inglese non può essere la mera traduzione di quello italiano. L’inglese è molto più sintetico dell’italiano, lo stile e la terminologia sono differenti. Quindi, se non siete sicuri di quello che scrivete, fatevi aiutare da un esperto. Ma, ripeto, l’inglese solo se necessario!
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Curriculum 1 – La forma

Periodicamente imperversano su Linkedin animate discussioni sull’utilità, o meno, di Curriculum presentati con artifici grafici, disegni o addirittura preparati con il ricorso all’opera di un grafico creativo.
Il tutto al fine di abbagliare il lettore e spingerlo ad esaminare con più attenzione lo specifico curriculum.
Non credo che il ricorso a simili artefici migliori le possibilità di valutazione positiva del curriculum così presentato; c’è invece il rischio di ottenere il risultato opposto: essere esclusi, nonostante la validità dei contenuti, per i seguenti motivi.
Selezione fatta manualmente. Normalmente il recruiter ha poco tempo a disposizione per ogni curriculum e pertanto tutto quanto ostacola la rapida lettura facilita l’esclusione. Non è detto sia sempre così, ma è probabile. Prima selezione avvalendosi di un ATS , software, più o meno sofisticati, che mal gestiscono impostazioni grafiche particolari. Per i dettagli rimando al mio articolo sull’argomento pubblicato su Linkedin al link https://bit.ly/2MrCRFg[VA1]
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Squilla il telefono

L’interlocutore si presenta, motiva la chiamata e….??.”. Vuole fissare un appuntamento per un colloquio (a distanza)? Memorizzate il nome dell’azienda e della persona con cui parlerete. Prima del colloquio acquisite informazioni sull’azienda tramite visita al sito, pagina Linkedin, Google e altre fonti. Sul futuro interlocutore tramite Linkedin e Google.
Potrebbe dirci “la chiamo perché vorrei qualche informazione in più relativamente al suo Curriculum”in quanto…….State in guardia. E’ una preintervista, se non la superate non andrete avanti. Se vi trovate in una situazione precaria (es. guida dell’auto in mezzo al traffico o altro) ditelo e, se possibile, rimuovete l’ostacolo. Altrimenti meglio chiedere la possibilità di richiamare. Ascoltate con attenzione, dando cenni di assenso, frasi brevi, tono di voce sufficientemente alto senza esagerare, non interrompete per nessun motivo. Alla fine, se del caso fate qualche domanda senza essere incalzante. Raccomando in queste situazione di non pensare “tanto dopo….”Il dopo potrebbe non esserci mai.
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Il colloquio - La trappola della motivazione al cambiamento

Sempre in un #colloquio viene chiesto “perché vuol cambiare?". Sembra una domanda innocua, ma sta a voi non trasformarla in una trappola. Mai parlare male dell’attuale azienda e/o del vostro capo, magari a ragione, o del vostro disagio nell’attuale posizione. In un recente post una candidata ha raccontato di essere stata esclusa da una #selezione per questo motivo. Questo comportamento viene letto come indice di scarsa correttezza, di poca capacità di adattamento, elevato spirito polemico e simili. Illustrate invece i motivi per cui ritenete più interessante, motivante, coerente ai vostri obiettivi l’azienda e la posizione oggetto del colloquio. Se proprio il #recruiter insiste sulla motivazione all’uscita dall’attuale azienda potete addurre dei motivi generici (es. Azienda operante in un mercato saturo e quindi con poche prospettiva di sviluppo). Ma la cosa migliore è ritornare sui vantaggi che vedete nella posizione proposta.
#VittorioAnfossi #lavoro #risorseumane


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Troppi cani per pochi ossi.

 
E’ quello che mi ha scritto un mio interlocutore alla ricerca di un nuovo lavoro, dopo diversi colloqui con esito negativo. Ho risposto di getto: prevalgono i cani più abili.
In altri termini: ci sono pochi posti disponibili e molti candidati. A questo punto…. Che cosa qualifica, avvantaggia un candidato rispetto ad altri, naturalmente a parità di altre condizioni?
Su quest’argomento pubblicherò un serie di “pillole”. Ecco la prima
Avete le competenze di base richieste?
Troppe volte mi è capitato di interagire con candidati che giuravano di avere tutti i requisiti per concorrere con successo ad una posizione: ad un’analisi accurata si scopriva che non era così. Non c’è tecnica nella preparazione del #curriculum, del profilo #Linkedin, nella preparazione e gestione del #colloquio che possa farvi prevalere in una selezione se tra le competenze richieste ne manca una o più delle fondamentali.
#VittorioAnfossi #Lavoro #Risorseumane